Pane, parole e silenzio che parla: un pomeriggio all’Abbazia di Santo Spirito al Morrone
C’è un luogo, a Sulmona, in cui il silenzio non è assenza ma memoria viva. L’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, oggi 10 febbraio alle ore 16:00, ha accolto un pomeriggio intenso e partecipato, dedicato al dialogo tra spiritualità, arte e letteratura. Un incontro capace di intrecciare linguaggi diversi e generazioni, nel segno di un simbolo antico e universale: il pane.
L’iniziativa, organizzata dalla direzione dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone in sinergia con l’associazione Dopo Lavoro Ferroviario di Sulmona, Avezzano e L’Aquila e con il laboratorio di arte MAW – Men a(r)t Work di Sulmona, si è articolata in una passeggiata narrata tra il complesso abbaziale e la mostra “Omnes de uno pane”, allestita negli spazi dell’ex refettorio monastico. Un titolo che racchiude un messaggio profondo: tutti proveniamo dallo stesso pane, dalla stessa fatica, dalla stessa speranza.
Protagonisti attenti e consapevoli sono stati gli studenti del Polo Umanistico “Ovidio” di Sulmona, la cui presenza ha dato senso e futuro all’iniziativa. Hanno partecipato come pubblico una rappresentanza degli alunni del Liceo “Vico”, indirizzi linguistico e motorio, due studentesse della classe 2F dell’indirizzo Scienze Umane e una rappresentanza delle classi prime del Liceo Classico, a testimonianza di una comunità scolastica unita e partecipe.
Le parole della letteratura hanno guidato il percorso, diventando chiave di lettura e di ascolto. In particolare, le pagine di La bottega del pane di Lucio Di Cicco hanno offerto uno sguardo autentico e profondamente umano sul valore del pane come gesto quotidiano e simbolo universale. Nel suo racconto, il pane non è solo alimento, ma luogo di incontro, fatica condivisa, dignità del lavoro e memoria collettiva, narrati attraverso una scrittura semplice e intensa, capace di parlare al cuore prima ancora che alla mente.
Le letture tratte dal romanzo hanno risuonato negli spazi dell’Abbazia, intrecciandosi con il silenzio del luogo e trasformando la parola scritta in esperienza viva. Accanto a Di Cicco, i brani di Avventura di un povero cristiano di Ignazio Silone hanno ampliato la riflessione, restituendo al pane il suo valore più alto: nutrimento non solo del corpo, ma anche della coscienza, segno di condivisione, di fede e di responsabilità morale.
Nel dialogo tra queste due voci, diverse ma complementari, il pane è emerso come simbolo senza tempo, capace di parlare ancora al presente e di invitare, soprattutto i più giovani, alla solidarietà e all’ascolto dell’altro.
A dare voce ai testi sono stati proprio gli studenti del Polo Umanistico: Viola Pezzi, dell’indirizzo linguistico, ha letto un intenso estratto da La bottega del pane, mentre brani di Avventura di un povero cristiano sono stati interpretati da Simone Tirabassi, Lorenzo Fontecchio e Gaia Frezza, in un dialogo profondo tra parola scritta e voce giovane.
Ad accompagnare le letture, le suggestive atmosfere musicali create dal flauto di Benedetta Cutarella e dal violino di Andrea Salutari, che hanno saputo fondersi con lo spazio sacro dell’Abbazia e con le immagini della mostra, amplificando emozioni e silenzi.
Fondamentale il ruolo delle docenti accompagnatrici Paola Lancia, Sabrina Cardone e Lorella Ciotti, la cui presenza ha ribadito il valore educativo di esperienze come questa, capaci di portare la scuola fuori dalle aule e dentro i luoghi della storia e dell’anima.
Questo pomeriggio allo Spirito al Morrone non è stato solo un evento culturale, ma un momento di autentica formazione umana. Un invito a rallentare, ad ascoltare, a riconoscersi parte di una comunità che cresce attraverso le parole, l’arte e la condivisione.
Perché omnes de uno pane non è solo un motto: è una responsabilità. E i giovani del Polo Umanistico “Ovidio” di Sulmona lo hanno dimostrato, con la loro presenza e la loro voce.





