A SULMONA I GIOVANI SI RACCONTANO ATTRAVERSO LA CITTADINANZA: PREMIATE LE VINCITRICI DELLA BORSA DI STUDIO ANTONIO CHIODO
Che cosa significa essere cittadini? Quanto conta la partecipazione di ciascuno nella costruzione della società? E quale spazio possono trovare i giovani nelle scelte che riguardano il presente e il futuro di tutti? Sono alcune delle riflessioni al centro della settima edizione della borsa di studio Antonio Chiodo, promossa dal Centro Servizi per il Volontariato Abruzzo e rivolta agli studenti delle classi quinte delle scuole superiori della Valle Peligna e dell'Alto Sangro.
Questa mattina, sabato 31 ottobre, l’Auditorium San Panfilo del Centro Pastorale Diocesano di Sulmona ha ospitato la cerimonia di premiazione. Un appuntamento che, più che celebrare dei risultati scolastici, ha dato voce a pensieri, sensibilità e sguardi giovani su una parola importante, cittadinanza, che non si esaurisce nel possesso di diritti, ma prende forma nelle relazioni, nella responsabilità e nella partecipazione alla vita collettiva.
A conquistare il primo posto è stata Roberta Silvestri, che lo scorso anno frequentava la classe V A del Liceo Classico Ovidio, con l'elaborato “Oltre lo status: cos’è la cittadinanza?”. Un lavoro che attraversa epoche e società, approfondendo il rapporto tra inclusione ed esclusione e mostrando come il significato dell'essere cittadini sia cambiato nel tempo, senza perdere la sua attualità.
Secondo posto per Giorgia Mariani, della V C del Liceo Scientifico Enrico Fermi, autrice di “L’ossigeno della democrazia: la cittadinanza come esercizio di libertà”. Nel suo elaborato la partecipazione democratica viene accostata all'aria pura: entrambe sono indispensabili alla sopravvivenza, perché una democrazia senza cittadini attivi rischia di perdere il respiro.
Il terzo riconoscimento è andato a Diana Di Pietro, della V F del Liceo delle Scienze Umane Giambattista Vico, con “La cittadinanza vista dai giovani nella società contemporanea”. La sua riflessione si concentra sulle trasformazioni della società, tra globalizzazione e rivoluzione digitale, interrogandosi su come questi cambiamenti incidano sul modo in cui le nuove generazioni vivono e interpretano il proprio ruolo di cittadini.
Tre elaborati, tre percorsi di pensiero differenti, un filo comune: la volontà di non restare spettatori della realtà, ma di comprenderla e sentirsi parte del suo cambiamento.
La borsa di studio nasce per custodire la memoria di Antonio Chiodo, protagonista di numerose esperienze associative del territorio, e per mantenere vivo il valore del suo impegno. Un’eredità che il CSV Abruzzo rinnova ogni anno attraverso un’iniziativa capace di avvicinare i ragazzi ai temi del volontariato e della cittadinanza attiva, offrendo loro anche un’occasione per guardare alle future scelte universitarie e professionali con maggiore consapevolezza.
Dopo i saluti istituzionali, la mattinata è proseguita con gli interventi di Casto Di Bonaventura, presidente del CSV Abruzzo; Caterina Fantauzzi, dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Ovidio di Sulmona; Paola Ruscitti, dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Fermi di Sulmona; e Sandra De Thomasis, coordinatrice dell’Area Promozione, Orientamento e Animazione territoriale del CSV Abruzzo. A seguire, spazio alle testimonianze degli studenti, protagonisti di un momento di condivisione che ha dato concretezza al senso dell’iniziativa.
Perché la cittadinanza, in fondo, si impara anche così: mettendo in circolo le proprie idee, ascoltando quelle degli altri, imparando a guardare oltre il proprio orizzonte. E se una borsa di studio riesce a far nascere queste domande, a stimolare nuove consapevolezze e a ricordare che ogni voce può contribuire al bene comune, allora il suo valore va ben oltre una premiazione. È un investimento nei cittadini di domani, ma soprattutto nelle persone che, già oggi, possono fare la differenza.





