AD ASTRA PARES: quando la luce incontra la storia e l’anima

Alle ore 12:00 di oggi, 21 marzo, si è rinnovato un momento atteso e carico di significato: l’evento astronomico AD ASTRA PARES ha trasformato lo spazio sacro in un luogo di incontro tra conoscenza, storia e contemplazione.

All’interno della chiesa, in un silenzio denso di aspettativa, lo sguardo di tutti era rivolto verso l’alto, in attesa di quel fascio di luce che, attraversando l’apertura della cupola, avrebbe dovuto raggiungere il cenotafio di Roberto da Salle, fedele compagno e discepolo di Celestino V. Tuttavia, il cielo coperto ha velato il fenomeno, impedendo alla luce di manifestarsi nella sua pienezza.

Eppure, ciò che potrebbe sembrare un limite si è trasformato in un’occasione diversa, forse ancora più profonda. L’assenza della luce visibile ha reso ancora più forte la presenza del suo significato: un richiamo simbolico, interiore, che ha invitato i presenti a guardare oltre, a cogliere il senso di un evento che va al di là della sua dimensione puramente fisica.

Il cuore della mattinata ha continuato a pulsare attraverso momenti di approfondimento e attività culturali che hanno intrecciato arte, architettura e scienze astronomiche, offrendo chiavi di lettura preziose e stimolanti. Particolare attenzione è stata dedicata al legame umano e spirituale tra Celestino V e il Beato Roberto da Salle, un rapporto che continua a parlare con forza anche senza il supporto della luce.

A rendere l’esperienza intensa e coinvolgente è stato il contributo degli allievi del Liceo Classico “Ovidio” di Sulmona, che con sensibilità e passione hanno saputo riempire di emozione ogni istante. Le letture e i momenti musicali hanno creato un’atmosfera raccolta, quasi sospesa, in cui il silenzio e la parola si sono alternati con grande armonia.

Protagonisti di questo prezioso momento sono stati: Chiara Cellini, Maria Andrea Martellone, Alissa Cruciani, Ludovica Maurizi, Francesco Moca, Anita Pantaleo, Elena Margiotta e Martina Campagna al flauto, Gaia Paolucci alla tastiera, Francesco Amica nel canto. Guidati con dedizione dalle professoresse Maria Concetta Marinucci e Sabrina Cardone, gli studenti hanno dimostrato come la scuola possa essere luogo vivo di cultura e partecipazione autentica.

AD ASTRA PARES, anche senza il suo raggio di luce, non ha perso la sua forza. Anzi, ha ricordato a tutti che non sempre ciò che è più importante si vede: a volte si percepisce, si immagina, si sente.

Un invito, ancora più potente, a guardare in alto — verso le stelle — e dentro se stessi, senza dimenticare le radici profonde della nostra storia. 🌥️✨