IL CINEMA DÀ VOCE AI GIOVANI: GLI STUDENTI DELL’IIS OVIDIO PROTAGONISTI DELLA 44ª EDIZIONE DEL SULMONA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL

Dalla platea del Cinema Pacifico al palcoscenico della serata conclusiva: un’esperienza che ha trasformato gli studenti da spettatori in protagonisti di un’autentica partecipazione culturale.

 Il cinema non è soltanto uno schermo sul quale scorrono immagini e storie. È uno spazio in cui emozionarsi, interrogarsi, confrontarsi e imparare a guardare il mondo da prospettive diverse. Ed è proprio questo che hanno vissuto gli studenti delle classi terze dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” di Sulmona, coinvolti nella 44ª edizione del Sulmona International Film Festival.

Nella cornice del Cinema Pacifico, mercoledì 4 novembre, gli studenti delle classi terze hanno partecipato tutti insieme all’iniziativa SIFF Studenti, la sezione del festival dedicata alle scuole secondarie e pensata per avvicinare i ragazzi al linguaggio e alla cultura cinematografica.

Una mattinata di visioni, emozioni e confronto, durante la quale gli studenti hanno assistito a una selezione di cortometraggi, diventando una vera e propria giuria giovane, chiamata a scegliere l’opera che maggiormente aveva incontrato le loro aspettative, sensibilità e interessi. Non una semplice proiezione, dunque, ma un’occasione per osservare, analizzare, confrontarsi e sviluppare uno sguardo critico sul cinema.

Il percorso ha trovato il suo momento più significativo nella serata conclusiva del festival, quando una piccola rappresentanza degli studenti – Santangelo Luciano, Camilla Cianchetta, Roberta Pallozzi, Zoe Di Ianni, Aurora Silvestri e Nicole Pezzella – è salita sul palco del Cinema Pacifico per leggere pubblicamente la motivazione del cortometraggio scelto come vincitore: Red Velvet, diretto da Haley Hope Bartels.

Nelle loro parole è emersa la capacità di riconoscere ciò che rende un cortometraggio davvero efficace: non soltanto una storia capace di sorprendere, ma un’opera che sa suscitare emozioni, stimolare riflessioni e lasciare qualcosa anche dopo la fine della proiezione.

È stato bello vedere una rappresentanza dei ragazzi passare dalla platea al palcoscenico, assumendosi la responsabilità e l’emozione di dare voce a un giudizio maturato insieme ai propri compagni attraverso l’esperienza diretta. Un momento significativo che racconta il valore della scuola quando si apre al territorio e offre ai ragazzi occasioni concrete di crescita.

Un sentito ringraziamento va alla Dirigente Scolastica, Dott.ssa Caterina Fantauzzi, per la disponibilità e l’attenzione dimostrate nel rendere possibile questa partecipazione, e alle docenti Sabrina Cardone, Alessia Verrocchi e Annalisa La Montagna, che hanno accompagnato e seguito gli studenti durante questo percorso, sostenendoli in un’esperienza formativa che ha unito scuola, arte e cultura.

Un ringraziamento particolare va all’associazione SulmonaCinema per aver coinvolto l’IIS “Ovidio” in questa significativa iniziativa, al presidente Marco Maiorano e ai soci e organizzatori Pierlorenzo Puglielli e Carlo Liberatore, per l’attenzione riservata ai giovani e per aver offerto loro uno spazio autentico di partecipazione e confronto. Aprire il festival alle nuove generazioni significa investire nel pubblico di domani, ma soprattutto riconoscere ai ragazzi di oggi il diritto di essere parte attiva della vita culturale della propria città. La partecipazione al SIFF rappresenta molto più di un’attività extrascolastica: è un’opportunità per educare alla bellezza, alla sensibilità artistica e al pensiero critico, ma soprattutto per insegnare ai giovani che la cultura non è qualcosa da osservare a distanza, bensì uno spazio da abitare e vivere in prima persona.

Il festival si conclude, le luci del Cinema Pacifico si spengono, ma ciò che resta è molto più di una proiezione: restano le emozioni condivise, le idee nate dal confronto e la soddisfazione di aver trovato il coraggio e le parole per esprimere il proprio punto di vista.

Perché il futuro della cultura passa anche da questi momenti: quando ai giovani non viene chiesto soltanto di ascoltare, ma viene data loro la possibilità di scegliere, interpretare e raccontare.

E questa volta, dal grande schermo al palcoscenico, la storia più bella l’hanno raccontata proprio loro.