La memoria che accende il futuro: al Premio Malvestuto i giovani scelgono da che parte stare.
La memoria, quando è viva, non consola: interroga. E chiede risposte, soprattutto ai più giovani. È con questa tensione, intensa e necessaria, che si è aperta la quarta edizione del Premio Malvestuto, trasformando la cerimonia in qualcosa di più di un appuntamento scolastico: un confronto autentico con la storia.
Ad aprire l’evento, la Dirigente Scolastica Caterina Fantauzzi, che ha richiamato il valore educativo dell’iniziativa, seguita dalla conduzione attenta della prof.ssa Gelanda Martorella e dall’intervento del presidente della Fondazione Brigata Maiella, Gianni Melilla.
Proprio Melilla ha restituito il senso più profondo del Premio: la memoria come esercizio di responsabilità, la Resistenza non solo come fatto storico ma come scelta morale, spesso silenziosa, sempre decisiva. Ha ricordato come l’esempio di Gilberto Malvestuto e della Brigata Maiella parli ancora oggi a una generazione chiamata ad affrontare nuove complessità. In questo percorso, la scuola resta presidio essenziale: custodire, trasmettere, formare coscienze.
A dare respiro emotivo alla cerimonia, gli intermezzi musicali di Chiara Tirimacco e Francesco Moca, accompagnati al pianoforte dalla prof.ssa Sabrina Cardone, e la proiezione del video dedicato a Malvestuto, realizzato dagli studenti Cecilia Carrozza e Loris Pezzullo: immagini e voce che hanno reso la memoria presenza concreta.
Poi la parola è tornata agli studenti. La commissione ha premiato i vincitori e riconosciuto il valore di tutti i partecipanti, in un clima di partecipazione autentica. Gli elaborati, letti nei passaggi più significativi, hanno mostrato una maturità sorprendente, spesso costruita attraverso il dialogo tra generazioni.
A conquistare il primo posto è stato “Orizzonte Resistenza” di Jacopo Fernando Battista, VB Liceo Classico, un elaborato capace di unire profondità storica e sensibilità contemporanea, distinguendosi per maturità e forza espressiva.
Il secondo posto è andato a “Radici di ferro, germogli di libertà” di Samantha Conti, Paolo Colantonio, Vittoria Forcellese, Alessia Larocca e Chiara Madama, IVC Liceo Scientifico "Fermi".
Importante anche il risultato del terzo posto ex aequo per “Voci ribelli” di Maria Sion Grassi e Melania Molinaro, IVB del Liceo Artistico Mazara, e “Ti racconto una storia” di Brenda Zavarella, VC di Scienze economiche sociali indirizzo motorio Vico, che hanno saputo dare voce a una Resistenza viva, plurale, fortemente evocativa
Ancora una volta, il Polo Umanistico “Ovidio” si conferma protagonista: non solo presenza, ma eccellenza. Un podio che racconta impegno, qualità e una capacità rara di trasformare la memoria in parola viva.
Non applausi di rito, ma consapevolezza. Perché la memoria, qui, non è stata celebrata: è stata consegnata. E adesso spetta a loro, ai giovani, decidere cosa farne.





