La scuola come laboratorio di pace: a Sulmona il secondo incontro sui valori della solidarietà e dei diritti umani
SULMONA – Non un evento isolato, ma un percorso educativo strutturato e consapevole. Dopo il primo appuntamento dello scorso febbraio, prosegue all’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” – Liceo “G. Vico” di Sulmona il ciclo di incontri dedicati alla promozione della solidarietà, della pace e dei diritti umani.
Il secondo incontro è in programma il 27 marzo 2026, alle ore 11, nell’aula magna del Liceo Artistico “Mazara”. Un momento di riflessione che si inserisce in un progetto più ampio, nato con l’obiettivo di coinvolgere attivamente gli studenti sui grandi temi del nostro tempo.
Già nel primo appuntamento di febbraio, gli studenti avevano avuto l’opportunità di confrontarsi con una testimonianza diretta e intensa, quella del professor Francesco Barone, impegnato da anni in missioni umanitarie in Africa. Un incontro che ha segnato l’avvio del percorso e che ha posto al centro il ruolo della scuola come presidio di coscienza civile e responsabilità sociale.
Il nuovo appuntamento riprende e approfondisce quel cammino. Il titolo, “Il ruolo della scuola nella promozione dei valori della solidarietà, della pace e dei diritti umani”, richiama con forza la funzione educativa dell’istituzione scolastica, chiamata oggi più che mai a formare cittadini consapevoli, capaci di leggere la complessità del mondo e di agire con responsabilità.
Ad aprire l’incontro sarà la dirigente scolastica Caterina Fantauzzi, mentre protagonista sarà ancora Francesco Barone, ambasciatore d’Abruzzo nel mondo e ambasciatore di pace. La sua esperienza, maturata in oltre sessanta missioni umanitarie, rappresenta un ponte concreto tra la realtà delle aule e quella, spesso drammatica, dei contesti internazionali segnati da conflitti e povertà.
Nel primo incontro, Barone aveva raccontato la situazione nel Congo, evidenziando le condizioni estreme in cui vivono milioni di persone, tra carenza di cibo, medicine e diritti fondamentali.
Il secondo appuntamento si propone dunque non solo come testimonianza, ma come momento di approfondimento e interiorizzazione, in cui gli studenti possono trasformare l’ascolto in consapevolezza.
Il progetto, promosso dal Polo Umanistico “Ovidio”, si conferma così un esempio concreto di scuola che educa alla cittadinanza attiva, andando oltre la didattica tradizionale. Non si tratta semplicemente di trasmettere conoscenze, ma di costruire valori, sviluppare empatia e stimolare un senso di responsabilità verso gli altri.
In un mondo attraversato da tensioni e disuguaglianze, iniziative come questa dimostrano che la scuola può e deve essere un luogo in cui si impara non solo a sapere, ma anche a scegliere. E forse è proprio da percorsi come questo – fatti di incontri, testimonianze e riflessioni condivise – che può nascere una nuova generazione capace di trasformare la solidarietà in azione e la pace in impegno quotidiano.





