Non solo Europa: al “Vico” di Sulmona gli studenti trasformano i valori in futuro
Non solo Europa: al “Vico” di Sulmona
gli studenti trasformano i valori in futuro
Per qualche ora, nella Biblioteca dell’Istituto “G. Vico” di Sulmona, l’Europa non è stata una parola scritta nei libri o una bandiera appesa a una parete. Ha avuto la voce degli studenti, le loro idee, le domande, l’entusiasmo e perfino l’emozione di parlare davanti agli altri.
È accaduto nella mattinata di giovedì 28 maggio 2026, durante la Festa dell’Europa, appuntamento conclusivo del progetto EPAS – Scuola Ambasciatrice del Parlamento Europeo. Ma definirlo semplicemente “evento scolastico” sarebbe riduttivo. Quella vissuta al “Vico” è stata soprattutto un’esperienza autentica di cittadinanza, costruita dai ragazzi e per i ragazzi.
La biblioteca si è trasformata in un vero laboratorio di democrazia europea, uno spazio vivo in cui parole spesso considerate lontane o astratte — partecipazione, inclusione, pace, diritti, confronto — hanno assunto un volto concreto grazie agli studenti della classe 3A del Liceo Economico Sociale.
Davanti agli studenti del Liceo Linguistico e del Liceo delle Scienze Umane, i ragazzi hanno scelto di mettersi in gioco non come semplici alunni, ma come giovani ambasciatori di un’idea di Europa costruita sul dialogo e sulla consapevolezza.
Ed è forse proprio questo il valore più profondo del progetto EPAS: non limitarsi a spiegare le istituzioni europee, ma insegnare ai giovani a interrogarsi sulla realtà che li circonda, sviluppando spirito critico, senso civico e consapevolezza collettiva. Una scuola che non trasmette soltanto nozioni, ma educa alla responsabilità e alla partecipazione.
Durante la mattinata sono stati presentati video, approfondimenti e contenuti multimediali dedicati alla nascita dell’Unione Europea, alle sue istituzioni e alle grandi tappe storiche che ne hanno segnato il cammino. Non semplici elaborati, ma lavori costruiti con creatività, precisione e una sorprendente maturità comunicativa.
Ad aprire l’incontro è stata la Dirigente Scolastica, Dott.ssa Caterina Fantauzzi, che ha espresso parole di sincero apprezzamento per il percorso svolto dagli studenti e per il lavoro della Prof.ssa Maria Fortuna, guida e riferimento dell’intero progetto. Un ringraziamento sentito è stato rivolto anche alle professoresse Ferrucci, Liberatore e Naccarella, protagoniste di un lavoro condiviso che ha accompagnato i ragazzi passo dopo passo in questa esperienza formativa.
Emozione e orgoglio anche nelle parole della referente del progetto EPAS, Prof.ssa Maria Fortuna, che ha sottolineato l’impegno autentico degli studenti e il valore della collaborazione tra docenti, elemento fondamentale per trasformare un’attività scolastica in una concreta occasione di crescita umana e culturale.
A dare ulteriore significato alla giornata è stato poi l’intervento dell’Assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Sulmona, Prof.ssa Emanuela Cosentino, che ha evidenziato quanto sia importante avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni, alla partecipazione democratica e alla costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole.
Tra i momenti più coinvolgenti della mattinata, grande interesse ha suscitato il gioco interattivo-multimediale ideato e sviluppato dall’alunna Jona Krasniqi: un progetto innovativo che ha saputo unire tecnologia, apprendimento e partecipazione, coinvolgendo con entusiasmo tutti i presenti e dimostrando come il linguaggio digitale possa diventare uno straordinario strumento educativo.
A suggellare simbolicamente la mattinata è stato infine il messaggio inviato dall’Europarlamentare On. Alberico Gambino, che ha espresso vivo apprezzamento per la qualità del lavoro svolto dagli studenti e dai docenti coinvolti.
Ma il significato più autentico di questa giornata era forse racchiuso negli sguardi dei ragazzi. Nella consapevolezza, maturata passo dopo passo, che l’Europa non sia soltanto un insieme di istituzioni o una geografia politica distante, ma una costruzione quotidiana fatta di idee, confronto, responsabilità e futuro.
Perché educare all’Europa, oggi, significa soprattutto insegnare ai giovani a sentirsi parte del mondo senza perdere il legame con la propria comunità. Significa formare cittadini capaci di comprendere che il futuro non si eredita: si costruisce, insieme.





