“OCTOPUS”, QUANDO UNA SAPONETTA DIVENTA ARTE: AL LICEO ARTISTICO MAZARA IL TALENTO DI ELEKTRA MUSSO CONQUISTA IL PODIO NAZIONALE
Un piccolo oggetto trasformato in un potente messaggio artistico. È con l’opera “OCTOPUS – Ciò che ci avvolge” che l’alunna Musso Elektra, della classe IIB del Liceo Artistico “G. Mazara” di Sulmona, ha conquistato il Secondo Posto al XV Concorso Artistico Nazionale, nella sezione dedicata ai licei artistici.
Un riconoscimento prestigioso che premia non soltanto la qualità tecnica dell’elaborato, ma soprattutto la capacità di trasformare una semplice saponetta in una creazione intensa, evocativa e profondamente contemporanea. L’opera, ispirata al mondo marino, raffigura un polpo che avvolge e custodisce, diventando simbolo del rapporto delicato tra uomo, natura ed ecosistemi.
Attraverso forme fluide e suggestive tonalità violacee, Elektra ha saputo dare vita a un lavoro capace di unire ricerca estetica, sensibilità ambientale e forza comunicativa. Un’opera che colpisce per originalità espressiva e che dialoga perfettamente con il tema del concorso, dedicato agli oceani, alla biodiversità marina e alla tutela dell’ambiente.
Dietro questo importante traguardo c’è anche il prezioso lavoro della docente Nadia Lolletti, che ha accompagnato l’alunna in un percorso di sperimentazione artistica e crescita creativa. Con attenzione, competenza e sensibilità didattica, la docente ha guidato la studentessa nella valorizzazione della propria idea progettuale, trasformando un’intuizione artistica in un’opera capace di distinguersi a livello nazionale.
Il successo di Musso Elektra rappresenta motivo di orgoglio per l’intera comunità scolastica del Liceo Artistico “Mazara”, che continua a confermarsi un laboratorio di talenti, creatività e innovazione. Un luogo dove l’arte non è soltanto esercizio tecnico, ma linguaggio vivo attraverso cui i giovani imparano a raccontare il presente, le emozioni e le grandi sfide del nostro tempo.
E forse è proprio questo il valore più autentico dell’opera “OCTOPUS”: ricordare che anche gli oggetti più semplici possono trasformarsi in strumenti di riflessione, bellezza e consapevolezza.









