OLTRE IL TRAGUARDO: L’OVIDIO DI SULMONA RACCONTA LO SPORT CHE FA CRESCERE

Sotto un cielo terso di primavera, il 23 aprile non è stato soltanto un giorno di gare: è stato un racconto collettivo fatto di attese, battiti accelerati e sogni che prendono forma sulla pista. Nello Stadio di Atletica Leggera “Nicola Serafini”, a pochi passi dal cuore di Sulmona, la fase regionale dei Nuovi Giochi della Gioventù 2025/2026 ha trasformato una semplice competizione in una narrazione viva di passione e crescita.

Tra i protagonisti di questa storia, gli studenti dell’Istituto “I.S.S. Ovidio” hanno scritto una pagina che va oltre il risultato sportivo. Quindici giovani atleti, quindici percorsi diversi, un unico respiro: quello di chi sa cosa significa mettersi alla prova.

Nel salto in alto, il silenzio prima dello stacco raccontava più di mille parole. Sofia Bianchini ha sfiorato il cielo con eleganza, fermandosi a 1,40 metri e conquistando un secondo posto che profuma di promessa. Ma è stato Daniele Ottaviani a incendiare la pedana: 1,85 metri e un primo posto che non è solo misura, ma dichiarazione di talento.

Sulla sabbia del salto in lungo, ogni impronta era una sfida. Jacopo Salvatore Bonanni ha dominato con un balzo da 4,10 metri, mentre Emanuele Carrozza ha strappato un prezioso terzo posto con 5,50 metri. Martina Margiotta, tra le allieve, ha lottato con determinazione, chiudendo quinta ma lasciando intravedere margini di crescita importanti.

Il peso, disciplina di forza e tecnica, ha visto Cristina Camarra salire sul secondo gradino del podio con 7,38 metri, affiancata dalle solide prove di Pietro Pantaleo e Pasquale Ricciardi, entrambi terzi nelle rispettive categorie, a testimonianza di una squadra capace di reggere l’urto della competizione.

Poi la pista, teatro di emozioni pure. Nei 100 metri, Paolo Di Rocco ha sfiorato il podio con un tempo di 12”01, mentre Ilaria Ranalli ha conquistato un brillante terzo posto in 13”2. Ma è stato Marian Zappone a prendersi la scena: il suo primo posto, conquistato con grinta e determinazione, è il simbolo di chi corre non solo per vincere, ma per affermarsi.

Le distanze più lunghe e gli ostacoli hanno raccontato altre storie: Rocco Liberatore, nei 1000 metri, ha chiuso settimo con tenacia; Sofia Simoncelli e Fabio Colangelo hanno affrontato le barriere con coraggio, trasformando ogni ostacolo in un passo avanti.

E infine, la staffetta. Quattro voci, un solo ritmo. Simoncelli, Margiotta, Bianchini e Ranalli hanno corso come se condividessero lo stesso battito, conquistando un bronzo che vale molto più di una medaglia: è la sintesi perfetta dello spirito di squadra.

Dietro ogni risultato, c’è un allenamento sotto la pioggia, una sveglia all’alba, un dubbio superato. E dietro questi ragazzi, la guida attenta dei docenti Antonella Zarrillo e Daniele Colarossi, che vedono già all’orizzonte il prossimo traguardo: le finali nazionali di Roma, il 26 maggio.

Quella del Liceo “Ovidio” non è stata solo una partecipazione: è stata una dichiarazione d’identità. In un tempo in cui spesso si cercano scorciatoie, questi studenti hanno scelto la strada più difficile e più autentica: quella dell’impegno. E sulla pista di Sulmona, hanno dimostrato che crescere significa, prima di tutto, avere il coraggio di correre.