QUANDO LA MEMORIA PASSA DI VOCE: A SULMONA IL 25 APRILE DIVENTA PRESENZA VIVA
Il 25 aprile ha cambiato ritmo, ha trovato un respiro diverso. Nella celebrazione della Festa della Liberazione organizzata dal Comune, gli studenti del Liceo Classico “Ovidio” non sono rimasti tra il pubblico: hanno occupato il centro della scena, assumendosi il compito più delicato — dare parole alla storia.
La giornata si è intrecciata con l’edizione speciale del Freedom Trail, lungo i sentieri che un tempo segnarono la fuga dei prigionieri dal Campo 78 oltre la Linea Gustav. In mattinata, davanti al monumento della Brigata Maiella, il ricordo si è fatto più raccolto. Qui Ibrahim Horka ha proposto una riflessione lucida e sentita, capace di restituire non solo il valore storico della Brigata, ma anche la sua eredità civile, parlando con parole semplici ma incisive a chi ascoltava.
Nel cuore della città, in piazza Carlo Tresca, Francesco Giammarco e Roberta Silvestri hanno guidato la cerimonia come speaker con misura e presenza, dando ritmo agli interventi senza mai perdere il senso profondo dell’occasione. Le loro voci, sicure ma partecipate, hanno accompagnato il pubblico in un percorso fatto di ascolto e consapevolezza.
Particolarmente intensa la lettura di Andrea Tirabassi, che ha dato voce alla lettera del partigiano Giorgio Mainardi. Non è stata una semplice lettura: è sembrato piuttosto un passaggio di consegne, quasi che quelle parole, scritte in un altro tempo, trovassero in lui un interprete capace di restituirne il peso umano prima ancora che storico. Nelle pause, nel tono, si è colta la volontà di non lasciare quelle righe ferme sulla carta, ma di farle arrivare vive, comprensibili, necessarie.
Ad accompagnare gli studenti lungo tutta la giornata, la docente Gelanda Martorella, presenza discreta ma fondamentale, punto di riferimento educativo e umano in un percorso che ha unito scuola, memoria e cittadinanza attiva.
Non hanno portato solo parole, ma presenza. E proprio in quella autenticità, la memoria ha trovato una forza nuova. Il passato ha smesso di essere distante.
È diventato presenza viva.
A Sulmona, quest’anno, la memoria non è stata soltanto celebrata. È stata affidata.





