Quando la tradizione diventa futuro: Sulmona celebra Ovidio e rilancia il ruolo della scuola
C’è un filo invisibile che attraversa i secoli e lega la memoria alla visione, la tradizione alla responsabilità educativa del presente. Quel filo, il 20 marzo 2026, trova una delle sue espressioni più alte a Sulmona, città natale di Publio Ovidio Nasone, nel giorno simbolico del suo dies natalis.
A oltre duemila anni dalla nascita del poeta (20 marzo 43 a.C. – 20 marzo 2026), la comunità educativa e civile si raccoglie attorno a un evento che non è mera commemorazione, ma esercizio attivo di identità culturale e progettualità. Il Liceo Classico "Ovidio" si fa promotore di una giornata capace di coniugare solennità istituzionale e centralità della scuola come laboratorio di cittadinanza.
La mattinata si apre alle ore 9.30 in Piazza XX Settembre, cuore simbolico della città, con una cerimonia alla presenza delle Autorità. Non è un dettaglio formale: è il riconoscimento pubblico del valore della cultura classica come infrastruttura immateriale su cui si fonda la crescita di una comunità consapevole.
Alle ore 10.00, nella Biblioteca del Liceo Classico “Ovidio”, prende forma il Concorso Ovidio a Scuola: un dispositivo educativo che attraversa i diversi gradi dell’istruzione, dalla primaria alla secondaria, fino agli studenti del liceo. Premi sostenuti da realtà associative e culturali – dal Rotary Club all’Inner Wheel, dai circuiti alumni alle associazioni legate al certamen – testimoniano una rete territoriale che investe nella formazione come bene comune.
Qui risiede il cuore strategico dell’iniziativa: trasformare l’eredità di Ovidio in leva educativa. Non si tratta soltanto di celebrare il poeta delle Metamorfosi, ma di attualizzarne il messaggio: il cambiamento come cifra dell’esistenza, la parola come strumento di costruzione del reale, l’immaginazione come competenza critica.
Per i docenti, gli alunni e per chi è chiamato a orientare politiche educative, questo appuntamento rappresenta un modello virtuoso. È la dimostrazione concreta di come una scuola possa farsi centro propulsore di cultura diffusa, capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini in un progetto condiviso. È un invito a ripensare la scuola non solo come luogo di trasmissione del sapere, ma come spazio generativo, dove tradizione e innovazione dialogano.
“La cittadinanza è invitata a partecipare” – recita la locandina. Non è una formula di rito, ma una dichiarazione di visione: l’educazione come responsabilità collettiva.
Nel nome di Ovidio, Sulmona non guarda al passato con nostalgia, ma al futuro con consapevolezza. E in questo gesto, antico e modernissimo, si intravede la traiettoria di una scuola che sa ancora essere guida.





