QUATTRO ANNI DI ARTE, TERRITORIO E MEMORIA
Quattro anni, quattro murales e un’unica storia da raccontare: quella di un territorio, delle sue tradizioni e della memoria che continua a vivere attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.
È questo il filo che lega l’esperienza del Liceo Artistico “Mazara” di Sulmona, protagonista da quattro anni di una collaborazione con il territorio nata nell’ambito del progetto FSL e sviluppatasi in occasione de La Pascolata – Pecore, Pastori & Dintorni, manifestazione dedicata alla valorizzazione della cultura agro-pastorale abruzzese.
Un percorso che ha trovato nell’arte il proprio linguaggio e che ha portato alla realizzazione di quattro murales, ideati e realizzati dagli studenti dell’indirizzo Arti Figurative. Il primo è nato negli spazi dell’agriturismo Bosco Plaja; i tre successivi hanno preso forma all’interno dell’aula didattica dell’azienda Fattorie Pingue. L’ultimo, appena completato, sarà inaugurato in occasione dell’edizione 2026 della manifestazione.
A fare da filo conduttore alle quattro opere è una leggenda profondamente radicata nella memoria del territorio: quella del 24 giugno, giorno di San Giovanni, quando si sale sulla Plaja per assistere al sorgere del sole dietro la Majella e cercare, nella luce dell’alba, il volto del Santo decollato.
Un’immagine suggestiva, sospesa tra storia, tradizione e mito, che trova una delle sue più celebri testimonianze letterarie nei versi di Gabriele d’Annunzio, ne La figlia di Iorio:
«E domani è San Giovanni, fratel caro...
su la Plaja me ne vo' gire,
per vedere il capo mozzo dentro il sole, all'apparire».
È proprio questa immagine a diventare il punto di partenza del percorso artistico degli studenti. Lo stesso tema viene infatti reinterpretato quattro volte, attraverso linguaggi visivi differenti, soluzioni compositive originali e una pluralità di simboli e suggestioni.
Non quattro semplici variazioni dello stesso soggetto, dunque, ma quattro diversi sguardi su una memoria condivisa. Ogni opera nasce dall’incontro tra una tradizione antica e la sensibilità dei ragazzi, chiamati a trasformare un patrimonio collettivo in un’espressione personale e contemporanea.
Il progetto si è rivelato così un autentico compito di realtà: un’esperienza nella quale le competenze artistiche escono dall’aula e si confrontano con un contesto concreto, con un committente, con uno spazio reale e con gli obiettivi di un progetto condiviso.
Dalla prima idea alla progettazione, fino alla realizzazione del murale, il percorso ha richiesto confronto, ascolto, collaborazione e senso di responsabilità. Il lavoro individuale si è trasformato in un’opera collettiva, facendo dell’esperienza artistica non soltanto un momento di apprendimento, ma anche un’occasione di crescita umana e professionale.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: il dialogo tra scuola e territorio non rimane sulla carta, ma prende forma concreta sulle pareti di luoghi vissuti e frequentati dalla comunità.
I murales diventano così molto più di semplici opere decorative. Sono tracce visibili di una memoria che si rinnova, testimonianze contemporanee di una tradizione che continua a parlare alle nuove generazioni e che, attraverso la loro creatività, trova nuove forme per essere raccontata.
Anno dopo anno, il progetto conferma dunque una possibilità importante: quella di una scuola capace di aprire le proprie porte, uscire dai propri spazi e incontrare il territorio. Una scuola che fa dell’arte uno strumento di conoscenza e, allo stesso tempo, di partecipazione, relazione e valorizzazione della comunità.
Quattro murales, quattro interpretazioni e un’unica storia: quella di un territorio che continua a raccontarsi attraverso l’arte.





