SULLE TRACCE DELLA MAGNA GRECIA: UN VIAGGIO CHE LASCIA IL SEGNO

Ci sono viaggi che scorrono via come pagine già lette. E poi ce ne sono altri che incidono, che restano impressi come parole antiche su pietra viva. È quello che è accaduto alle classi seconde dell’IIS “Ovidio” di Sulmona, protagoniste di un percorso d’istruzione capace di trasformarsi in autentica esperienza dell’anima.

Tutto è iniziato a Paestum, tra templi solenni e silenzi carichi di storia, il passato non è rimasto immobile: ha preso voce, corpo, respiro. La messa in scena di una trilogia di commedie greche ha restituito agli studenti la forza viva del teatro classico, rendendoli spettatori e, insieme, eredi di una tradizione che ancora sa parlare, come se quelle parole antiche cercassero ancora orecchie pronte ad ascoltarle. Ed è proprio da quella voce che il viaggio ha preso slancio, proseguendo ideale verso Velia, dove il pensiero si è fatto spazio e profondità. Dove l’eco della scuola eleatica sembra ancora vibrare tra le rovine. Qui, tra Parmenide e Zenone, la filosofia non è apparsa come un concetto lontano, ma come una domanda ancora aperta, sospesa tra ciò che è e ciò che appare. E attraversando la suggestiva Porta Rosa, simbolo di ingegno e passaggio, gli studenti hanno percepito con ancora più forza il legame tra storia, architettura e pensiero, come se ogni pietra fosse una soglia tra ciò che è stato e ciò che continua ad essere.

Da qui, quasi naturalmente, il percorso si è inoltrato nelle viscere della terra, nelle Grotte di Pertosa: un passaggio simbolico, oltre che reale, dalle altezze del pensiero alle profondità della natura, in un dialogo continuo tra luce e ombra, tra sapere e stupore.

E come ogni viaggio autentico sa fare, anche questo ha saputo cambiare ritmo senza perdere la sua anima. Alla Tenuta Vannulo, la cultura si è fatta concreta, quotidiana, tangibile: nei gesti lenti della lavorazione casearia, nei profumi genuini, nella scoperta di una tradizione che vive ancora oggi con la stessa cura di un tempo.

Poi, di nuovo, lo sguardo si è aperto all’infinito del mare. Il passaggio in barca verso Amalfi non è stato solo uno spostamento, ma una vera e propria transizione emotiva: dalla terra alla luce, dalla storia alla bellezza. Nella perla della Costiera, antica Repubblica Marinara, gli studenti hanno ammirato anche il maestoso Duomo, cuore pulsante della città, prima di immergersi tra vicoli e scorci mozzafiato e concludere il percorso al Museo della Carta, nell’antica Cartiera Amatruda, dove la memoria si trasforma in materia e il passato continua a raccontarsi.

Così, senza mai interrompersi davvero, questo percorso si è fatto esperienza unica, capace di rapire, sorprendere e trasformare. Sono tornati a casa diversi, questi ragazzi. Con gli occhi pieni di bellezza e la mente accesa da nuove consapevolezze. Perché ci sono viaggi che non finiscono al ritorno, ma continuano a vivere dentro, trasformando chi li ha attraversati.

E questo, forse, è il più prezioso degli insegnamenti.