TRIONFO OVIDIANO AL CERTAMEN NOLANUM: LA GIOVANE LUCREZIA MACERONI CONQUISTA L’OTTAVA EDIZIONE

Tra le aule intrise di storia del liceo classico Liceo Classico G. Carducci di Nola, dal 4 al 6 marzo si è svolta l’ottava edizione del Certamen Nolanum, appuntamento ormai atteso e prestigioso nel panorama delle competizioni nazionali dedicate alle lingue e alle civiltà classiche. Un evento che, anno dopo anno, richiama studenti da tutta Italia, accomunati dalla passione per il latino, per la traduzione e per quel patrimonio culturale che continua a parlare alle nuove generazioni.

Quest’anno la vittoria nella sezione Iuniores ha il volto luminoso di Lucrezia Maceroni, sedici anni, studentessa della III C del Liceo Classico Ovidio di Sulmona. Una vittoria che ha il sapore di una sorpresa, ma anche quello di una conferma: il talento e la qualità della formazione classica continuano a trovare interpreti straordinari nei nostri licei.

Lucrezia non era sola in questa avventura. Insieme a lei, a rappresentare il liceo sulmonese, c’erano le compagne Giorgia Cestaro, Sofia Bianchi e Cristina Camarra, con cui ha condiviso il viaggio, l’emozione della prova e lo spirito di un’esperienza vissuta come autentico momento di crescita e confronto. Fondamentale, in questo percorso, è stato il lavoro di guida e preparazione della professoressa Alessandra Carugno, che ha accompagnato le studentesse con passione, rigore e grande sensibilità didattica, trasmettendo loro non solo solide competenze linguistiche ma anche un profondo amore per la cultura classica.

Il cuore della competizione si è svolto il 5 marzo, quando gli studenti si sono confrontati con un impegnativo esercizio di traduzione dal latino. Il brano proposto era tratto dal De viris illustribus di Cornelio Nepote, opera che racconta le vite dei grandi personaggi dell’antichità.Il trionfo di Lucrezia Maceroni è, in questo senso, anche un simbolo. Simbolo della vitalità degli studi classici, della dedizione degli insegnanti, della curiosità di studenti che scelgono di confrontarsi con testi millenari e ne scoprono la sorprendente attualità. Qui il latino smette di essere solo materia di studio e torna a essere ciò che è sempre stato: una lingua viva, capace di raccontare uomini, imprese e ideali che ancora parlano al presente.

Da Nola a Sulmona, il filo della classicità continua così a tessere storie di passione, talento e futuro. E in questa trama luminosa, il nome di Lucrezia Maceroni entra oggi con la grazia di chi non cercava la vittoria, ma ha saputo conquistarla con intelligenza, naturalezza e amore per le parole.